Scritto da Valeria in Eventi 2009 | 5 Commenti
Nicolai Lilin presenta il suo libro Educazione siberiana
16 giugno 2009
Nicolai Lilin presenta il suo libro ‘Educazione siberiana’ (Einaudi)
Introduce Stefano Donati
“Educazione siberiana”
Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di nessuno, in un posto che pare fuori dal mondo? Pochi forse hanno sentito nominare la Transnistria, regione dell’ex Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato. In Transnistria, ai tempi di questa storia, la criminalità era talmente diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, proprio come in guerra. Nel quartiere Fiume Basso si viveva seguendo la tradizione siberiana e i ragazzi si facevano le ossa scontrandosi con gli “sbirri” o i minorenni delle altre bande. Lanciando molotov contro il distretto di polizia, magari: “Quando le vedevo attraversare il muro e sentivo le piccole esplosioni seguite dalle grida degli sbirri e dai primi segni di fumo nero che come fantastici draghi si alzavano in aria, mi veniva da piangere tanto ero felice”. La scuola della strada voleva che presto dal coltello si passasse alla pistola. “Eravamo abituati a parlare di galera come altri ragazzini parlano del servizio militare o di cosa faranno da grandi”. Ma l’apprendistato del male e del bene, per la comunità siberiana, è complesso, perché si tratta d’imparare a essere un ossimoro, cioè un “criminale onesto”. Con uno stile intenso ed espressivo, anche in virtù di una buona ma non perfetta padronanza dell’italiano, a tratti spiazzante, con una sua dimensione etica, oppure decisamente comico, Nicolai Lilin racconta un mondo incredibile, tragico, dove la ferocia e l’altruismo convivono con naturalezza.
Nicolai Lilin
Di origine siberiana è nato a Bender, in Transnistria, nel 1980. Questo è il suo primo romanzo, ed è stato scritto direttamente in italiano.
Dal 2003 vive in provincia di Cuneo, dove fa il tatuatore, avendo studiato per tanti anni i tatuaggi della tradizione criminale siberiana e imparato le tecniche e i codici complessi che li regolano.

ho letto questo libro immaginando le scene . immaginando i paesaggi crudi ma allo stesso tempo paesaggi “fieri”.
fieri perche’ secondo me le persone..sono parte integrante del paesaggio che vivono .,,vengono condizionati , vengono guidati nella vita e a volte le stesse perone ovviamente condizionano il paesaggio……….persone fiere appunto in paesaggi fieri , rigidi , austeri ..come possono essere quelli della Transinistria
rigorosi nell’osservanza della loro cultura ……
paesaggi frequentati da persone povere ma non di animo…si ! ..e’ vero !…criminali ..non dimentichiamolo..ma ho provato a tralasciare la parte criminale del racconto ….facile vederci dei modelli da non imitare….facile..pensare..come ho sentito da molti critici….racconti forse “falsi” ? ……ma me ne son fregato..ho provato a leggere andando oltre….
cosa mi ha colpito ? ….il loro cuore sempre aperto per le persone deboli , per le persone portatori di handicap …sempre pronti ad accoglierli , difenderli..proteggerli ..sempre e comunque persone…
persone di dio ….ecco …se c’e’ qualcosa che dobbiamo copiare ….non e’ certo il loro concetto di “criminale onesto” ma la loro capacita’ di star vicino alle persone rifiutate dalla societa’…
provate a pensarci …la nostra societa’…accetta le persone con handicap ? certo ! basta che se ne occupi qualcun’altro …..ecco il pensiero del mondo “civilizzato”
voto del libro : 8
lettura consigliata
Enzo .
è vero… troppe persone si sono fermate a discure sul fatto se fosse tutto vero o no, se fosse tutto vissuto in prima persona da nicolai, se fosse un’operazione di marketing ben riuscita.
così facendo si sono perse la bellezza di questo libro che è in grado di farci conoscere un posto e una cultura a molti sconosciuta, di ricordarci quanto siano importani le radici e le tradizioni e il ruolo degli anziani nella società, che vengono visti come custodi delle tradizioni e non come un peso della società
Quello che mi ha colpito è che l’ autore è del 1980 , mi ha colpito l’ intensità e la durezza della prima parte della sua vita , quella trascorsa in una comunità che sembra così lontana nel tempo e che è stata spazzata via dal “nuovo” modello culturale e sociale nel giro di pochi anni. Sfiorato solo il periodo della guerra in Cecenia che apre il libro lasciando il lettore in attesa fino alla fine del testo ….. magari ci sarà spazio sul prossimo racconto di Nikolai o magari dell’ orrore di quella guerra l’ autore non ne vorrà mai parlare ……
Capitato per caso su questo libro ne sono rimasto folgorato ; l’ho letto d’un fiato come non mi capitava da tempo. L’ ossimoro del “criminale onesto” pensavo fosse confinato nei racconti di mio nonno; riferiti alla sua mitizzata gioventù nei monti dell’appennino all’inizio del secolo scorso. Mi ha colpito vederlo raccontare, ora, da qualcuno più giovane di me ; mi ha colpito leggere di questa società dove i più forti si prendono cura dei più deboli, dove se fai parte della comunità non sei mai solo ; quasi fosse il vero spirito comunista di una nazione che si arroga il diritto a definirsi tale o forse semplicemente una apocrifa comunità Cristiana. Non so se questo libro sia più biografia o romanzo, comunque ringrazio l’ autore, e chi me lo ha indicato, per questo libro che ho letto ‘con le visceri’.
Vi segnalo l’uscita del nuovo libro di Nicolai Lilin ‘Caduta libera’ ed. Einaudi