Scritto da Valeria in Eventi 2008 | 0 Commenti
Vado a Shanghai per comprarmi un cappello – 26 luglio 2008 ore 21.30
“Vado a Shanghai per comprarmi un cappello”
ed. Piemme
Interverranno
Bamboo Hirst, autrice
Stefano Donati, moderatore
Contenuto
Palazzi avveniristici e prodezze tecnologiche, capitalismo aggressivo e consumismo sfrenato: Shanghai oggi. Lontana dal glamour e dal fascino che l’avevano resa un’icona internazionale negli anni ruggenti. Irriconoscibile per chi, come Bamboo Hirst, che a Shanghai è nata e ha trascorso l’infanzia, ne ricorda proprio quell’età dell’oro. Aggrappandosi al filo della memoria, l’autrice si stacca dal presente e si rivede ragazzina, con un basco sui folti capelli neri e una divisa blu a gonfiarle il corpo sottile, mentre esce dal portone del collegio e percorre le strade della città. Seguendo la mappa dei suoi ricordi, la accompagniamo in un viaggio attraverso la Shanghai che era, dall’epoca del suo massimo splendore, negli anni Venti e Trenta, al suo declino dopo la Seconda guerra mondiale. Una città cosmopolita e dai mille volti: cinese ed europea insieme, “prostituta dell’Asia” e “Parigi d’Oriente”, sede di missioni e fumerie d’oppio, focolaio di rivoluzioni e intrighi internazionali. Una città contraddittoria: paradiso per first ladies e star di Hollywood, uomini di Stato e boss della malavita, e allo stesso tempo rifugio di derelitti, affamati, emarginati della società. Meta preferita di Marlene Dietrich per lo shopping (la diva andava fino a Shanghai anche solo per comprarsi un cappello) e di personaggi celebri in cerca di trasgressione (come Edda e Galeazze Ciano), ma anche fonte di ispirazione per “La condizione umana di Malraux”.
Bamboo Hirst
Scrittrice cinese. Suo padre era un diplomatico italiano, sua madre una ragazza cinese. A 13 anni Bamboo è costretta ad abbandonare la sua terra natale per ragioni politiche. Raggiunge da sola l’Italia, dopo 70 giorni di navigazione a bordo di una nave greca. Attualmente vive e lavora a Milano. È autrice di diversi romanzi e saggi che documentano la realtà politica, sociale ed economica del suo Paese, con particolare riguardo alla condizione femminile. Tra questi ricordiamo Inchiostro di Cina (1987), Il mondo oltre il fiume dei peschi in fiore (1989), Passaggio a Shangai (1991), Cartoline da Pechino (1994).

