Scritto da Valeria in Eventi 2008 | 0 Commenti
Omaggio a Goliarda Sapienza – 10 maggio 2008 ore 18.30
Omaggio a Goliarda Sapienza nei ricordi del marito Angelo Pellegrino
Marina Babboni, moderatore
Goliarda Sapienza
Nata a Catania nel 1924 è stata un’attrice teatrale, attrice cinematografica e scrittrice italiana. Figlia di Giuseppe Sapienza e Maria Giudice, (sua madre è stata la prima dirigente donna della Camera del Lavoro di Torino), Goliarda crebbe, per volere dei genitori, in un clima di assoluta libertà da vincoli sociali: il padre ritenne opportuno non farle nemmeno frequentare la scuola, ad evitare che la figlia fosse soggetta a imposizioni e influenze fasciste.
A sedici anni si iscrisse all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma, dove si era trasferita nel frattempo la sua famiglia. Per un periodo intraprese anche la carriera di attrice teatrale, distinguendosi in ruoli di protagoniste pirandelliane. Lavorò saltuariamente anche nel cinema, spinta inizialmente da Alessandro Blasetti ma in seguito si limitò a piccole apparizioni da figurante, spesso non accreditate, come in Senso di Luchino Visconti. Si legò sentimentalmente al regista Citto Maselli, ma sposò poi, anni dopo, lo scrittore e attore Angelo Maria Pellegrino.
Negli ultimi anni della sua vita fu docente di recitazione presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
Lasciò la carriera di attrice per dedicarsi alla scrittura: verso la fine degli anni sessanta finì tuttavia in carcere, per un furto di oggetti in casa di amiche. Sempre in carcere, ma anche successivamente, continuò l’opera di scrittrice pubblicando però molto poco, fatta eccezione per alcune sue opere come Le certezze del dubbio, pubblicato grazie all’incontro con il conterraneo Beppe Costa, che si batté a lungo per lei, tentando senza successo (a differenza di Anna Maria Ortese) di farle assegnare il vitalizio della Legge Bacchelli, né riuscendo ad ottenere la ristampa delle sue opere.
Il suo L’arte della gioia, una sorta di “grande romanzo novecentesco”, rimase a lungo inedito. Rifiutato per vent’anni dalle più importanti case editrici italiane, fu infine pubblicato postumo (2000) e quindi oggetto di una fortunata operazione commerciale (2008): opportunamente sostenuto dalla critica e presentato come un capolavoro dimenticato, ebbe un buon successo di vendite.
Muore a Gaeta nel 1996.

